Un lotto che in Italia fatica a trovare acquirenti può valere di più in Germania, in Danimarca o in Polonia. Ma prima di caricare il camion bisogna avere chiari tre aspetti: come si fattura, quali documenti accompagnano le vetture e come si dimostra che sono uscite dall'Italia. Ecco i punti essenziali.

1. Verificare il compratore: partita IVA e VIES

La vendita tra due operatori di paesi UE diversi funziona solo se entrambi hanno una partita IVA comunitaria valida. Prima di emettere la proforma, il venditore controlla il numero del compratore sul sistema VIES della Commissione europea e conserva la stampa del risultato. Se la partita IVA non risulta attiva per gli scambi intracomunitari, la vendita va trattata come un'operazione italiana, con IVA.

2. L'IVA: nuovo, KM0 o usato fanno la differenza

Ai fini IVA un veicolo è considerato nuovo se ha fino a 6.000 km oppure meno di 6 mesi dalla prima immatricolazione. Molte KM0 rientrano quindi in questa categoria.

  • Veicoli nuovi e KM0 (secondo la definizione fiscale): l'IVA si paga sempre nel paese di destinazione. Tra operatori, il venditore italiano emette fattura non imponibile come cessione intracomunitaria e il compratore applica l'IVA del suo paese.

  • Usato con IVA detratta (ad esempio acquistato da un'altra azienda o da un noleggio con fattura IVA): anche in questo caso la vendita a un operatore UE è di norma una cessione intracomunitaria non imponibile in Italia.

  • Usato in regime del margine (acquistato da privati o da chi non ha detratto l'IVA): la vendita resta un'operazione italiana e il venditore applica il regime del margine anche se il compratore è estero. In fattura non compare l'IVA, ma l'operazione non è non imponibile.

Quale regime si applica lo decide il venditore, che lo indica in fattura. Per il compratore è importante saperlo prima: cambia il modo in cui l'auto viene registrata nel suo paese.

3. I documenti delle vetture

Per ogni veicolo il compratore deve ricevere:

  • COC (certificato di conformità): serve per immatricolare l'auto nel paese di destinazione. Alcuni paesi, come la Svizzera, non accettano copie semplici: chiedono il COC originale su carta di sicurezza o la versione elettronica.

  • Carta di circolazione / Documento Unico e, per le auto immatricolate in Italia, il certificato di proprietà.

  • Radiazione per esportazione: per le auto già targate in Italia la cancellazione dal PRA va chiesta prima che il veicolo lasci il paese. Farla dopo è ancora possibile, ma comporta una sanzione da 173 a 694 euro.

  • Fattura con numero di telaio (VIN) di ogni vettura.

4. Il trasporto e la prova che le auto sono uscite dall'Italia

Per non pagare l'IVA in Italia, il venditore deve poter dimostrare che le vetture sono arrivate in un altro paese UE. Le regole europee (art. 45-bis del Regolamento UE 282/2011) prevedono una presunzione di prova quando il venditore ha almeno due documenti di soggetti indipendenti, ad esempio:

  • la lettera di vettura CMR firmata;

  • la fattura del trasportatore;

  • documenti bancari del pagamento del trasporto o la polizza assicurativa.

Quando il trasporto lo organizza il compratore, come succede quasi sempre, il compratore deve anche consegnare al venditore una dichiarazione scritta di ricevimento entro il 10 del mese successivo alla vendita, con data e luogo di arrivo e numeri di telaio. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in mancanza di questi documenti, il venditore può dimostrare l'arrivo anche con altri mezzi di prova, come la CMR firmata dal destinatario. Conviene comunque accordarsi su questi documenti già nella proforma.

5. Il flusso in sintesi

  1. Lista delle vetture e verifica dei prezzi sui mercati europei.
  2. Controllo della partita IVA del compratore su VIES.
  3. Proforma del venditore firmata dal compratore.
  4. Pagamento diretto al venditore.
  5. Ritiro con il vettore del compratore, CMR e documenti delle vetture.
  6. Dichiarazione di arrivo del compratore entro il 10 del mese successivo.

Come lavoriamo noi

Su b2b-car mettiamo in contatto fornitori e compratori, ma fattura e pagamento sono sempre direttamente tra le parti: il fornitore emette la proforma e la fattura, il compratore paga lui. Il nostro compito è trovare il mercato giusto per il lotto e seguire la trattativa fino alla conferma.

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