In Italia un lotto di auto elettriche usate può restare fermo per settimane. A mille chilometri di distanza, le stesse vetture trovano compratori in pochi giorni. Il motivo è semplice: la domanda di elettriche cambia moltissimo da un paese all'altro, e con lei cambiano tasse e incentivi. Ecco dove si vendono meglio oggi e cosa controllare prima di proporre un lotto all'estero.

1. La domanda: quanto pesano le elettriche nei diversi paesi

Un buon indicatore della domanda è la quota di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni. Dove le elettriche sono già la scelta normale, anche l'usato elettrico trova più acquirenti.

Quota di auto 100% elettriche sulle nuove immatricolazioni, primo semestre 2026
Paese1° semestre 20261° semestre 2025
Norvegia97,6%93,0%
Danimarca79,9%63,8%
Finlandia47,8%34,2%
Svezia41,5%35,2%
Paesi Bassi36,5%35,0%
Belgio36,1%32,8%
Francia28,2%17,6%
Germania24,8%17,7%
Spagna9,8%7,6%
Italia8,5%5,2%
Polonia5,3%5,0%

Fonte: EV Sales in Europe H1 2026, Eleport

Il quadro è chiaro: l'Italia è uno dei mercati con la domanda più bassa d'Europa. Per questo è soprattutto un paese da cui partono le elettriche usate, più che un mercato in cui venderle.

2. Paese per paese: tasse e incentivi che contano

  • Danimarca: quasi 8 auto nuove su 10 sono elettriche. Le elettriche pagano ancora solo una parte della tassa di immatricolazione, che vale anche per le auto usate importate: nel 2026 l'aliquota effettiva è del 60%. Il parlamento ha deciso di aumentarla gradualmente fino al 2036, quindi il vantaggio fiscale si riduce, ma lentamente.

  • Finlandia: per le auto completamente elettriche la tassa di immatricolazione (autovero) è dello 0%. Resta una piccola tassa annuale di circolazione, aumentata dal 2026. La domanda di elettriche è cresciuta di oltre 13 punti in un anno.

  • Paesi Bassi: le elettriche pagano una tassa di immatricolazione (BPM) fissa e bassa, di 667 euro, e nel 2026 hanno uno sconto del 30% sulla tassa di circolazione. Mercato maturo e con molti operatori B2B: prezzi competitivi, ma grande rotazione.

  • Germania: la domanda è in forte crescita (dal 17,7% al 24,8% in un anno), anche grazie al nuovo incentivo statale da 3.000 a 6.000 euro per le famiglie con redditi medio-bassi. Attenzione però: l'incentivo vale solo per le auto nuove, non per l'usato, le immatricolazioni dei concessionari e le auto pre-immatricolate. Le elettriche usate devono quindi competere con nuove scontate dall'incentivo: il prezzo deve essere giusto.

  • Norvegia: il mercato più elettrico al mondo, ma fuori dall'Unione europea: servono pratiche doganali. Nel 2026 le elettriche sono esenti dall'IVA fino a 300.000 corone (circa 26.500 euro) di prezzo; il governo ha annunciato di voler ridurre questa soglia nel 2027 e toglierla nel 2028.

  • Italia: nel 2026 non ci sono incentivi diretti all'acquisto di auto elettriche e anche i fondi per le colonnine domestiche sono esauriti. Pochi acquirenti privati, quindi prezzi dell'usato elettrico più bassi che al Nord: proprio per questo l'Italia è un buon mercato di approvvigionamento.

3. Cosa guardano i compratori esteri

Chi compra elettriche usate per rivenderle al Nord valuta soprattutto:

  • Capacità della batteria (kWh): è il dato che più influisce sul prezzo. Le versioni con batteria piccola, che in città vanno bene, nei paesi nordici si vendono male.

  • Stato di salute della batteria (SoH): un certificato o un report dello stato della batteria rende il lotto molto più facile da vendere.

  • Pompa di calore e autonomia invernale: in Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia sono dettagli che spostano il prezzo.

  • Ricarica rapida: potenza massima in corrente continua e presa CCS.

  • Documenti: COC, storico dei tagliandi, numero di proprietari. (Su IVA, documenti e trasporto trovi la nostra guida completa.)

4. In sintesi: dove proporre un lotto di elettriche usate

  1. Danimarca e Finlandia per le elettriche con buona autonomia, batteria grande e pompa di calore.
  2. Paesi Bassi e Belgio per i lotti numerosi e i modelli più diffusi, con prezzi competitivi.
  3. Germania per l'usato recente con prezzo chiaramente sotto il nuovo incentivato.
  4. Norvegia solo per lotti adatti, tenendo conto della dogana e delle soglie IVA in calo.

In ogni caso il prezzo va verificato mercato per mercato, sugli annunci reali e al netto dell'IVA locale: le differenze tra un paese e l'altro possono essere di migliaia di euro sulla stessa vettura.

Come lavoriamo noi

Ogni lotto che riceviamo viene confrontato con i principali mercati europei prima di proporlo ai compratori. Lavoriamo con concessionari in Germania, Danimarca, Finlandia e nel resto d'Europa, e fattura e pagamento avvengono sempre direttamente tra fornitore e compratore.

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